31. SUBSISTÈNCIA I DESCONTENT POPULAR A LA POSTGUERRA

17 de novembre de 1939
Telexpress del consolat d’Itàlia a Barcelona a l’ambaixada a Madrid de l’Itàlia feixista
[ASD: Sèrie Affari Politici 1931-45, Spagna 61]

Situazione in Catalogna
(…)
Queste e mille altre voci che circolano hanno creato uno stato d’animo generale di profonda
depressione e di sorda ostilità verso il Governo che si mostra ogni giorno più palesemente.
Non v’é classe sociale in Catalogna che non sia oggi all’opposizione e se pure fra di esse
possono discordare nelle rivendicazioni particolari, esse sono tutte unanimi nel dichiararsi
colpite e defraudate nelle proprie aspirazioni.
I ricchi sostengono che “si va troppo a sinistra” e che la guerra l’hanno fatta e vinta loro.
Il mezzo ceto protesta per la lentezza delle pratiche ufficiali nel ripristinare il ritmo normale
del commercio e della vita.
I lavoratori (di cui migliaia hanno le braccia incrociate) si dichiarano nell’imposibilità di
sostenere più a lungo il caro-vita e ricordano come sotto la dominazione rossa, pur
scarseggiando i viveri non erano essi che ne mancavano ma le classi borghesi.
Tutti infine sono assolutamente concordi nel difendere lo “spirito della Catalogna” che abili
manovre -forse oltrapirinaiche- tendono a presentare come oppresso dal “centralismo
madrileno”. È l’eterno problema che riaffiora. Ed esso trae spunto d’ogni occasione per
mostrarsi vivo, palpitante e dissenziente.
Parlavo nel mio telespresso (…) del silenzio glaciale col quale viene accolta la figura del
Generalissimo sugli schermi barcellonesi.
(…)

Activitats:
1. Quines són les idees principals d’aquest text?

23 d’agost de 1940
Informe de l’ambaixador britànic a Madrid al seu ministre d’afers estrangers
[NA: FO 371/24508]

Labour conditions in Spain
(…)
The worker’s standard of life is now decidedly lower than it was in 1936. And although the
avowed policy of the present regime has been to improve the conditions of the working man
-one of the primary objects of the Fuero del Trabajo (Labour Charter)-it has nevertheless
failed up to the present to establish a satisfactory ratio between wages and prices. In fact,
both are in a fluctuating state, but the rise in prices tends to keep steadily ahead of such
increase as there may be in the wages.
(…)
In general wages have increased by 25% to 30% in the case of industrial workers, and by
30% to 40% in the case of office workers since 1936.
But the cost of living has gone up at least 100% since that date.(…)
Labour situation in Catalonia
(…)
As a rough guide it may be said that in 1936 a man who earned 300 ptas a month was able
to provide a moderate standard of comfort for himself and a family, whereas now a family
would be poorly clad and fed on 600 ptas a month. On the other hand, the local population
are by now resigned and inured to a much lower standard of living that they enjoyed in the
past, and neither expect nor hope to attain it again in the near future.
(…)
Barcelona, 22nd July 1940

Activitats:
2. Quines variacions hi ha hagut en salaris i preus des de 1936, segons l’ambaixador britànic?
3. Quines expectatives tenia la població catalana davant el nivell de vida d’aleshores?
4. Què era el Fuero del Trabajo? Quin sindicalisme hi hagué durant la dictadura?

3 d’agost de 1942
Telexpress de l’ambaixador italià a Madrid al seu ministre d’afers estrangers
[ASD: Sèrie Affari Politici 1931-45, Spagna 61]


Manifestazioni di scontento popolare a Barcellona.

In data 27 luglio u.s. il R.Console a Barcellona ha riferito sull’argomento in oggetto quanto qui appresso si ha l’onore di trascrivere:
“Il 24 corrente nei quartiere popolari di Barcellona (Horta, San Martin, Pueblo Seco e Barcelloneta) vi sono state delle agitazioni perchè nei giornali non era stato annunziato per il 25 la distribuzione a prezzo di calmiere di generi alimentari.
Da molto tempo a questa parte ogno sabato venivano messe in vendita determinate quantità di generi di prima necessità (a turno olio, riso, legumi, baccalà, pesce in conserva, zucchero, caffè, sapone, ecc.) a prezzo di calmiere.
Tali distribuzioni settimanali diminuivano il quantitativo di generi alimentari che la popolazione deve acquistare rivolgendosi alle borse nere.
Di qui, il chiasso inscenato specialmente dalle donne le quali, in alcuni mercati, si sono lasciate andare a grida di carattere prettamente “antifascista”.
La Polizia non ha reagito”.
Lequio

Activitats:
5. En quines zones de Barcelona hi van haver protestes el dia 24 de juliol? Què tenien en comú aquests barris? Per què eren les protestes?
6. Què era el mercat negre? Qui protestà especialment?

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